Antigone Power

di Ubah Cristina Ali Farah 

regia Giuseppe Massa 
drammaturgia Giuseppe Massa, Margherita Ortolani 

scene e costumi Mela Dell’ Erba
musiche dal vivo Doudou Diouf, Désiré Kudawoo, Latina Caterina Sacco 

luci Michele Ambrose.
con Glory Arekekhuegbe, Mohamed Dani, Mamadou Oury Diallo, Paolo Di Piazza, Ilenia Di Simone, Fabrizio Ferracane, Marco Leone, Dawda Mballow, Ylenia Modica, Aurora Quattrocchi, Sonia Pennino, Kassie Sunday, Happiness Ugiagbe, Rosario Versaggio
Elaborazioni sonore live Giuseppe Rizzo

assistente alla regia Salvo Dolce 
assistente alla produzione Elena Amato 

riprese video e teaser Corda Pazza

NOTE DELL’AUTRICE

Antigone Power è una riscrittura dell’Antigone di Sofocle, risultato non
solo di una ricerca sulle traduzioni politiche della tragedia, ma anche di una serie di atelier che
hanno visto la partecipazione di attori studenti e musicisti di diversa estrazione. Inscrivendo la lotta di Antigone in una città come Palermo, oggi importante porto di
rifugio per i migranti africani, abbiamo cercato di indagarne il valore rappresentativo e simbolico
nel suo complesso e sincretico contesto artistico e culturale. Cruciale nell’Antigone è il conflitto tra la protagonista, che rimane fedele alle leggi divine e alla sua etica personale, e Creonte
che crede nella superiorità delle leggi dello Stato. Oggi, valori come empatia e giustizia sociale
sono fondamentali per contestare il dilagante discorso pubblico nei paesi occidentali su questioni
come migrazione e diritti umani. Antigone Power è un tentativo di rinnovare la legge da lei stessa
introdotta.

NOTE DI REGIA

La nostra Antigone parla in edo, non rinnega le proprie origini, non dimentica
che le leggi di Dio, le leggi ancestrali, vengono prima di quelle dell’uomo e della politica: Pietas in
primo luogo, e Perdono. Antigone ha ancora la capacità di piangere e combattere le ingiustizie in
una Tebe tribale e multilingue che si risveglia dopo la guerra e che, durante il dipanarsi della
tragedia, si trasformerà in un cimitero: le sue 7 porte diventeranno 7 tombe; Il re non è più re, Creonte, semplice
uomo, si aggirerà nella città morta, colpevole di aver anteposto gli interessi dello Stato e la brama di
potere, ai valori della famiglia e del suo stesso sangue. La rivoluzione della nostra Antigone è
l’amore. L’amore al di sopra di tutto, più forte del Potere, dei soldi e della morte.