Chi ha paura delle badanti?
testo e regia Giuseppe Massa
con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Cristiano Nocera
luci Cristian Zucaro
suono Vincenzo Aiello
assistente alla regia Simona D’Amico
laboratorio di lingua rumena Mihaela Agapie
Un’analisi sulla schiavitù moderna. In Italia la stragrande maggioranza delle migranti
rumene trova occupazione come badante presso le abitazioni di anziane o nelle
case di donne afflitte da handicap. Per i rumeni di sesso maschile trovare lavoro risulta invece assai più complicato. Questa semplice analisi occupazionale compiuta sulla comunità col maggior numero di presenze in Italia, mi ha rimandato con sorpresa alle Serve di Jean Genet, e in particolare al suo gioco delle apparenze portato alle estreme conseguenze. Nello spettacolo dunque, Emil e George fingono di essere due donne riuscendo ad accaparrarsi i due posti di badante
di cui Olga, una giovane italiana paraplegica, ha bisogno. Qui si genera un
prima finzione teatrale, in verità preceduta da altre finzioni: i migranti rumeni sono interpretati da due attori italiani; Olga da una “sanissima” attrice. Olga controlla, spia, ruba frammenti di vita a Emil e
George. L’erotica morbosità con la quale osserva i due migranti potrebbe essere la risposta al perché faccia finta di non accorgersi che in realtà di fronte a lei si trovano due uomini che, a loro
volta, fingono di essere due donne. Ne è uscita fuori quasi una commedia degli equivoci che attraverso il lato grottesco della realtà prova a rendere manifesta la tragedia di tutti i popoli migranti.
