Contro il progresso
di Esteve Soler
traduzione italiana di Carles Fernández Giua
regia Giuseppe Massa
dramaturg Margherita Ortolani con Glory Arekekhuegbe, Emiliano Brioschi, Salvatore Tringali
videografica Tommaso Arosio
scene e costumi Mela Dell’Erba
suono Giuseppe Rizzo
luci Michele Ambrose
assistente alla regia Marco Leone
realizzazione scenografie Jesse Gagliardi
Teatro Libero Palermo
Fondaz. Teatro Tina di Lorenzo, (Noto)
A. C. Sutta Scupa
NOTE
Contro il progresso disegna un mondo che va “oltre l’umano”: l’amore tra due persone è
formalizzato da un contratto a tempo determinato, in un capovolgimento di crudeltà una foca uccide
un neonato, gli ultimi non sono più persone ma un passatempo per la massa dei ben pensanti.
Ricordando le atmosfere di Black Mirror, si è andato a delineare un contesto scenico
ipertecnologico in cui la quotidianità si trasforma in un presente futuribile e spiazzante. Una sorta di
gioco al massacro all’interno del quale viene risucchiata una giovane immigrata; l’incubo
ipertecnologico di una “nuova europea” in cui in gioco non vi sono soltanto i sogni, le aspirazioni e
la sua identità culturale ma noi stessi, le mutazioni in atto nella nostra comunità, la capacità di
restare umani di fronte all’ignoto.
