Orli

di Tino Caspanello

regia Giuseppe Massa

scene e costumi Simona D’Amico

musiche Lelio Giannetto

luci Vincenzo Cannioto

Con Joseph Anane, Mohamed Dani, Paolo Di Piazza, Ilenia Di Simone, Lamin Fatty, Ama Isele, Marco Leone, Simona Malato, Ylenia Modica, Chiara Muscato, Kassie Sunday, Happiness Ugiagbe

Musiche dal vivo Lelio Giannetto, John Frempong Manson, Max Modeste Mondow Voce registrata Jerusa Barros

Elaborazioni sonore live Gianluigi Cristiano e Giuseppe Rizzo

Assistente alla regia Claudia Borgia

Assistente alla produzione Elena Amato

Ufficio Stampa Vincenza Di Vita

Coordinamento Salvo Massa

L’umanità sull’orlo del precipizio. Una comunità attende in una terra di
confine, davanti la vastità del mare. di far interagire il testo consegnatomi da Tino Caspanello con le
potenzialità espressive di un gruppo di attori multiculturale ed
eterogeneo. Ho portato alle estreme conseguenze un gioco semplice e spietato quale
può essere “il gioco della sedia” e ne è scaturito un mondo arido e disumano dove
non vi è spazio per i più deboli: chi perde muore, è questa l’unica regola. Come è
successo nelle grandi guerre, i primi a morire sono stati gli uomini, da lì in poi mi
sono potuto concentrare sulla questione di genere in relazione alla grande
immigrazione che stiamo vivendo. Ho spiato da uomo questa terra mistica e ancestrale popolata
esclusivamente da donne (quasi un ritorno al matriarcato mediterraneo) sperando che
il perverso dispositivo di disumanizzazione si potesse fermare, ma niente da fare: il
gioco al massacro ha continuato a produrre morti senza nome e senza tomba: la
ricerca del potere, della salvezza personale, l’assenza del concetto di comunità, l’io
contro il noi, la pratica dell’infibulazione come paradigma della violenza della donna
sulla donna. Cosa può fermare questa scanna? Solo un miracolo, il
riconoscersi uguali nella diversità, un sacrificio estremo che superi la
lotta per l’esistenza: contro il potere, contro la ragione,
contro il destino, contro Dio. In poche parole l’amore, fuori da
qualsiasi convenzione culturale e logica. Da lì in poi il meccanismo si è capovolto, la
terra è di nuovo fertile, il miracolo può accadere, i morti possono risorgere.