Pinò
di Giuseppe Tarantino
regia di Giuseppe Massa
drammaturgia di gruppo col coinvolgimento dei ragazzi del Liceo Artistico Almeyda a cura di Giuseppe Massa
con Mohamed Dani, Mamadou Oury Diallo, Paolo Di Piazza, Ilenia Di Simone, Ylenia Modica, Rosario Versaggio, Maria Di Donni, Alessandro Zacco
scene Beny Vitale
costumi Giulia Cannatella, Alessia Gambino, Francesca Paola Tagliavia, Giulia Vela
luci Vincenzo Cannioto
suono Giuseppe Rizzo
assistente alla regia Marco Leone
assistente alla produzione Elena Amato
responsabile percorso formativo Maria Grazia Maltese
coordinamento Salvatore Massa
SINOSSI
Un padre cerca suo figlio. Così inizia questa riscrittura di Pinocchio. Pino’, non ha lo stesso sangue del padre, non ha la nostra stessa carne, non è stato generato come noi. Pino’ è una creatura unica in una comunità omogenea e il suo sogno è quello di essere accettato dalla comunità. Nel suo girovagare in cerca di avventure, intraprende un percorso di iniziazione che lo condurrà alla rinascita, alla metamorfosi. Incontrerà mille ostacoli da superare, come quando finirà vittima del Gatto e della Volpe, due astuti furfanti che con l’inganno, che pur di sottrargli il denaro, finiranno per impiccarlo. Pino’ non smette di sognare però, è ingenuo, curioso: “Com’è la vita in un altro pianeta? Di legno, ferro, carne, come sono fatti gli altri?” Desidera la trasformazione, vuole diventare un bambino vero, non si arrende, e questa sua tenacia sarà la sua salvezza. Non prima di ricadere negli stessi errori però. Infatti, anziché tornare a casa alla ricerca del padre Geppetto, si lascerà prendere per la gola dalle offerte dell’Uomo di Burro e andando a finire nel Paese dei Balocchi, ancora una volta tratto in inganno da chi il male, a differenza sua, sa calcolarlo e attuarlo.
Il Grillo proverà a metterlo in guardia, ma Pino’ per l’ennesima volta non lo ascolterà, mandandolo via umiliandolo. Al mattino si ritroverà trasformato in un asino e verrà lanciato dentro un pozzo.
Nell’oscurità di quel mondo sotterraneo, uno strano personaggio, presentatosi col nome di Monsieur Tonno, riuscirà a salvare Pino’ dal maleficio dell’Uomo di Burro. Nel sottosuolo, tra le tubature, e con l’aiuto del Tonno, riuscirà a riabbracciare il padre. Pino’ e Geppetto si ritroveranno allora in mare aperto, in balia delle onde, nel bel mezzo di una tempesta. Pino’ metterà a repentaglio la propria vita pur di salvare quella del padre. Riuscirà nel suo intento e stremato raggiungerà la terra ferma. Qui lo attende una formula magica, una festa, una danza, così come avviene per ogni nuova nascita; un rito che scandisce il ritmo di un ciclo eterno: una fine che è soltanto un nuovo inizio.
