RICHARD III
(straggi-luttu)

di William Shakespeare

Regia, adattamento e traduzione in siciliano Giuseppe Massa

Con Giovanni Calcagno e Simona Malato
Scene e costumi Simone Mannino e Philippe Berson
Luci Rudy Laurinavicius
Suono Carletto Faccioni
Assistente alla regia Maria Grazia Maltese
Assistente costumista Giuliana Di Gregorio
Movimento Francesco Vinci

Riccardo III è il male che cova dentro ognuno di noi, più precisamente è l’espressione
attraverso pensieri e azioni della coscienza di questo male, è la decisione arbitraria di compierlo e
incarnarlo. La consapevolezza del libero arbitrio si sperimenta durante l’infanzia trasformandosi
negli anni attraverso i dettami morali della società in senso di colpa e angoscia. È lì dunque che si
dirige il nostro Riccardo III: nei cunicoli del tempo in cui nasce il concetto di peccato. Riccardo III
più semplicemente, come ogni altro essere umano, è il prodotto della società in cui è nato e vissuto
ma, a differenza della massa, decide di sbarazzarsi di ogni senso di colpa.  La scena contestualizza la vicenda all’interno di un cimitero del
potere perduto: la moltitudine delle ossa dei morti trasborda dalle tombe evocando il ciclico
ripetersi della stessa tragedia; un muro di specchi ci riconduce alla tragedia in atto.